Mercurino, Carlo V e l'Europa

Mercurino Arborio di Gattinara rappresenta in maniera paradigmatica una personalità poliedrica tipica del Rinascimento, poiché fu fondamentalmente un grande uomo di Stato, ma anche un Principe della Chiesa, un consigliere aulico, un umanista colto e soprattutto e sempre un difensore dei principi cristiani.

Proprio quest'ultimo aspetto fu la sua principale caratteristica in un periodo storico così turbolento e lacerato dalle tensioni religiose come quello in cui visse. Fu testimone privilegiato delle gravi vicende politiche, culturali, economiche e religiose della sua epoca.

Gattinara deve essere ricordato come l'indubbio compartecipe dell'idea della Monarchia Universale che fu presente in tutto il regno del Cesare Carlo e il perno fondamentale dell'azione politica dell'Imperatore. La sua identificazione con l'idea carolina della necessità dell'unione solidale di tutti i Prìncipi cristiani sotto la Corona Imperiale che potesse servire da barriera ideologica e militare contro tutti i nemici della Fede, fu il perno fondamentale della politica carolina al servizio della Chiesa di Roma.

Sfortunatamente non si poté raggiungere questo obiettivo poiché Carlo V dovette accettare, dopo diverse vicende, la pace di Augsburgo (1555) che precipitò con una serie di amare disillusioni l'abdicazione imperiale. Ma un fatto storico simbolizza il magno proposito di Gattinara: l'incoronazione solenne di Carlo V a Bologna, nel 1530, fu l'ultima in cui un Imperatore del Sacro Romano Impero ricevette gli attributi del suo massimo rango dalle mani del Pontefice.

Se oggi Carlo V è riconosciuto da un gran numero di Paesi europei come un personaggio della sua propria storia, cioè dalla storia dell'Europa e del Secolo XVI e come il personaggio di maggiore spicco di tutto il Secolo XVI, non bisogna dimenticare il ruolo interpretato da Gattinara in quel progetto imperiale dell'unità europea, tanto religiosa come politica.

Carlos Abella y Ramallo